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“Consentiteci di sostenere l’esame di abilitazione alla professione medica”, lettera di una nissena

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Di seguito la nota inviata alla nostra redazione indirizzata alle più alte cariche dello Stato.

OGGETTO: LETTERA DI RICHIESTA ESAMI DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI MEDICO CHIRURGO
Cari tutti,
Oggi 28 Febbraio 2019 avrebbe dovuto essere, per me e per molti altri giovani in possesso della Laurea in Medicina e Chirurgia non ancora abilitati, un vero e proprio giorno di festa.
Sono stati in tanti a sconsigliarmi di scrivere questa lettera, che rappresenta più che altro uno sfogo, o un modo per sentirsi utili, ma da gran sognatrice e portatrice di speranza, spero con tutta me stessa che questa non sia del tutto vana.
La mia storia inizia quando ancora neanche riuscivo a parlare bene, perché troppo piccola. Sin da quel periodo di ingenuità e spensieratezza, decisi che volevo diventare un medico, anzi essere un medico, per aiutare gli altri in ogni circostanza.
Oggi finalmente, dopo tanti sacrifici, sforzi, e perché no anche fatiche, mi ritrovo con il mio bel titolo di “Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Palermo”.
Che soddisfazione, che emozione, che senso di appartenenza… sì, peccato che… non sono ABILITATA.
Dal 24 Luglio 2019 mi ritrovo quindi, con questo meraviglioso titolo, senza poterlo mettere in pratica. Sette mesi della mia vita in cui io potevo, anzi volevo, fare qualcosa, e invece non ho potuto, e continuo a non potere.
Ma io ho comunque deciso di fare qualcosa, e quindi nonostante i tre mesi del tirocinio post- lauream obbligatori, ho continuato a frequentare il reparto che più amo in assoluto, il Pronto Soccorso all’ospedale S.Elia di Caltanissetta, andando a riempire le mie giornate e la mia voglia di essere medico.
Il pronto soccorso ormai da anni fa parte della mia quotidianità, nonostante gli impegni di studio e familiari. Ho visto e imparato di tutto lì. Ma la lezione più importante, che porterò sempre dentro di me, è quella di essere gentili, perché qualunque sia la tua preparazione, qualunque siano i tuoi problemi interiori e i problemi che hai con gli altri, donare gentilezza non ha prezzo, e viene sempre ripagata.
Aspettavo, fremendo, questo 28 Febbraio 2020, per potermi abilitare all’esercizio della professione di Medico Chirurgo e poter dare la disponibilità a lavorare nel mio amato Pronto Soccorso; perché lì sono cresciuta, lì ho visto le giornate con afflussi talmente elevati da portare il reparto quasi al collasso, le gioie,
le sofferenze dei colleghi e dei pazienti… E no, non sono pazza, o forse un po’, amo il mio lavoro, amo la mia terra, amo aiutare le persone.
Sì cari Ministri, io voglio restare nella mia amata Sicilia, voglio essere un puntino nell’universo che fa la differenza, voglio nel mio piccolo cercare di migliorare le cose, crescendo e imparando, voglio lottare per un sistema che forse non è ottimale ma per cui vale ancora la pena di lottare.
Ma la cosa che desidero di più in assoluto, è di abilitarmi.
So che questo virus, che non ho neanche voglia di nominare visto l’alto impatto mediatico che ha avuto, ha degli aspetti oscuri e un’ampia diffusione nella popolazione.
So che sono state prese tantissime altre misure cautelative, che ritengo assolutamente opportune e lecite.
So anche che è davvero difficile la gestione di questo “evento avverso” che ha colpito all’improvviso il nostro paese.
Ma la mia richiesta è di non lasciare me, e tutti gli altri miei colleghi, nel dimenticatoio.
La mia richiesta è quella dii aiutarci a fare ciò per cui abbiamo lottato e faticato.
Un semplice test scritto, dopo anni di fatiche e di studio matto e disperatissimo, nonché di ore di tirocinio teorico-pratico, non può impedirci di poter essere utili, oggi come non mai, al nostro Sistema Sanitario Nazionale.
Nel contesto di emergenza sanitaria in cui ci troviamo, anche noi possiamo e vogliamo essere d’aiuto e dare il nostro contributo attivo.
Una grandissima opportunità, per ottemperare allo stato di emergenza in cui ci troviamo adesso, potrebbe essere quella del test online, dell’esame a porte chiuse come stanno facendo diversi atenei italiani per le sedute di laurea, o di qualsiasi altro metodo che ci permetta l’abilitazione in tempi brevi.
Questo giorno per me doveva essere un giorno di festa, ma non per bere, per ballare, per fare baldoria… ma per andare in quello che sento il MIO reparto, rivolgermi a tutto il personale che tanto adoro e non smetterò mai di ringraziare, a tutti i pazienti che per ora sono davvero pochi, e finalmente dire, con commozione, sentimento e orgoglio: SONO UN MEDICO!
Ci sono tantissime altre cose che vorrei dire, ma questa è un’altra storia. Non resta che dire: Vi prego, fateci abilitare!
Sicura di una Vs. piena comprensione del problema e desiderio di risolverlo per il bene collettivo, porgo
Cordiali saluti
Dottoressa Alessandra Bellavia

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