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Chiesa Santa Croce, al solstizio il sole bacia l’altare della Cattedrale ma alla Badia succede anche agli equinozi

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SORPRESA! I NISSENI BATTONO GLI ANTICHI EGIZI. Infatti oggi al solstizio, il Sole bacia l’altare della Cattedrale ma alla Badia succede anche agli equinozi! Una volta chi adorava il Sole orientava i templi più importanti in modo che in giorni particolari illuminasse punti significativi. Nella chiesa della  Badia di Caltanissetta, costruita nel 1531, negli equinozi (20 marzo e 22 settembre) il Sole attraversa il rosone della facciata ed illumina, con magnifico effetto, i due bassorilievi dorati posti dietro l’altare maggiore, dopo aver percorso circa 30 metri all’interno della costruzione. Ciò conferma che l’effetto non è casuale, ma voluto dagli antichi costruttori, proprio come succede nel famoso Grande Tempio del Faraone Ràmses II di Abù Simbel, in Egitto, dichiarato Patrimonio dell’umanità. Nelle ore centrali di certi giorni (Pasqua ecc) i raggi del Sole giungono ad illuminare il tabernacolo dorato, che il parroco Salvatore Modica fece reggere da due angeli inginocchiati. Con i secoli tutti hanno dimenticato tutto! Eppure malgrado il rosone sia semi-ostruito, dalla seconda guerra mondiale,  l’effetto luminoso è ancora visibile e bellissimo (come da foto). Ma c’è una seconda possibilità: nel solstizio il Sole attraversa il primo finestrone laterale sinistro e illumina il bassorilievo più alto (cosa mai fatta dagli egizi). Inoltre in Cattedrale la cappella di S Michele era illuminata dal Sole al tramonto del solstizio, ma non lo è più dal 1673 quando hanno costruito il campanile della chiesa di S Sebastiano (però l’altare e la cappella sinistra sono ancora illuminati). Questi prodigi luminosi sono trascurati ma ci collegano, ci avvicinano molto ai famosi 7  santuari di San Michele Arcangelo posti lungo una linea retta che dalla Irlanda passa per Inghilterra, Francia (Mont Saint Michel), Italia (vicino a Torino e al Gargano) poi  Grecia e arriva al Monte Carmelo in Israele, di cui l’Arcangelo è protettore. Ma pochi sanno che questa linea è quella dell’ultimo raggio di Sole al tramonto del solstizio d’estate (20 giugno). Caltanissetta è l’unica città protetta tre volte dall’Arcangelo, come Comune, Provincia e Diocesi. Non è attraversata da questa linea, però dista solo 30 km da Petralia Sottana dove San Michele fino al millecento aveva un santuario e dove da 11 anni manifesta la sua presenza con tante intercessioni . La chiesa della Badia poi contiene un grande quadro di S Michele (copia di quello famoso del Guido Reni) e sopra l’Arcangelo fu aggiunta una Madonna vestita di bianco, proprio come la Madonna del Monte Alto di Petralia che è 400 metri sopra il quadro di S Michele (contenuto in una edicola votiva chiamata bacheca e meta di tanti pellegrinaggi) nella montagna di fronte a Petralia Sottana. E un’altra Madonna in marmo bianco sovrasta l’ingresso della Badia, in origine dedicata alla Madonna della neve, poi chiamata Santa Croce perché espone una delle quattro reliquie della Vera Croce esistenti in Sicilia. La contemporanea presenza di Madonna e di Angeli è significativa perché lei è la Regina degli Angeli. San Michele di solito è raffigurato con la spada alzata e guarda caso, lo stemma del nostro Comune è un castello da cui sporge un braccio con una spada alzata, malgrado che in Cattedrale il simulacro di S.Michele abbia una lancia rivolta in basso. Ricordo inoltre che l’equinozio è un evento astronomico ma con valore  religioso perché determina la data della Pasqua (che è la prima domenica dopo il primo plenilunio che segue l’equinozio). E’ dal 2250 ante Cristo che i nisseni sono abituati a questi spettacoli perché le pietre dell’altare di Vassallaggi, una porta e una finestra del Castello di Pietrarossa e almeno 40 megaliti forati sparsi nel dintorni, sono tutti orientati al solstizio. Caltanissetta ha ora nuovi motivi per attirare i turisti. Ma bisogna guardare bene, riaprire il rosone e…. l’autostrada!

Così si legge nella nota di Giuliano Gattei, appassionato astrofilo.

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