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Certificazione crediti P.A., Imprenditore: “Quest’anno meglio usare la carta igienica. Il MEF non ha firmato decreto e non è possibile compensare” 

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“Quest’anno, incredibilmente, alle aziende non è consentito compensare le tasse con i crediti certificati con le pubbliche amministrazioni. E questo perché, a dispetto degli spot, il ministero non ha firmato un semplicissimo decreto che garantisse la proroga per il 2019”.  Lo dice Fabio Ruvolo, presidente della Coop. Soc. Etnos di Caltanissetta impegnata in progetti di sostegno e protezione a donne e minori vittime di violenza e maltrattamenti, raccontando la vicenda capitata alla sua azienda.

In data 2 maggio 2019 Riscossione Sicilia S.p.A. notifica una cartella esattoriale per un importo di EUR 44.760,72
comprensivo di oneri di riscossione e diritti di notifica. La cooperativa sociale Etnos accertato il debito atteso, provvede a fare istanza di compensazione del debito indicando a Riscossione Sicilia S.p.A. il numero delle certificazioni di credito rilasciate regolarmente dalla Piattaforma dei Crediti commerciale del Ministero dello Sviluppo economico e delle Finanze.

Riscossione Sicilia S.p.A. dopo un’attenta valutazione dell’istanza procede a rigettarla ma nel frattempo erano scaduti i termini per rateizzare il debito. La cooperativa Sociale Etnos doveva provvedere al pagamento dell’intera somma del debito pena il blocco dei pagamenti della PA per i servizi ad essa prestati. In data 22 luglio 2019 Riscossione Sicilia S.p.A. provvede a notificare alla cooperativa sociale Etnos, 2 atti di pignoramento di crediti verso terzi di somme dovute alla cooperativa da parte di Enti pubblici. Tale atto di pignoramento è comprensivo di ulteriori oneri per la cooperativa relativamente ai compensi di aggio a carico del Debitore e pertanto per un importo di EUR 50.589,34 chiudendo d’imperio tutta la posizione debitoria della Cooperativa.

Nonostante tale atto di pignoramento diverse amministrazioni continuavano a trovare un blocco dal sistema non potendo ancora procedere ad ulteriori pagamenti. “Noi vantiamo – racconta Ruvolo – circa 800 mila euro dalle P.A. e abbiamo deciso di aderire all’invito a far certificare il credito. Fra i vantaggi che ci venivano prospettati – oltre a quello di poter farsi anticipare le somme da alcuni intermediari, che però scelgono caso per caso se e quale credito ‘scontare’ – la possibilità di utilizzare la certificazione per compensare le tasse”.

“Vi immaginate se anziché essere una persona giuridica finanziariamente solida come è la nostra, a ricevere il diniego, fosse stata una società in difficoltà finanziaria già prostrata dal mancato incasso di quanto dovuto? Cosa sarebbe successo?”.

“Subire il pignoramento coatto è stata una vera umiliazione ed un’offesa alla nostra dignità umana e sociale. Le somme pignorate sono destinati ai nostri stipendi fermi al palo da oltre 7 mesi e nonostante tutto il nostro lavoro è svolto quotidianamente sempre con grinta e perseveranza. In quel denaro ci stavano le spettanze delle borse lavoro per l’inclusione sociale e lavorativa per le donne vittime di violenza, in quelle somme ci stava tutta la nostra speranza.”

“La compensazione che non ho potuto fare io usando il credito certificato – dice Ruvolo – l’ha fatta l’Agente della Riscossione, gravandoci di ulteriori spese. La certificazione del credito nel 2019 è una fregatura.  Conviene solo allo Stato che ritarda i pagamenti senza rischiare azioni esecutive evitando pure di pagare gli interessi. E’ meglio la carta igienica…”

Intanto i legali della cooperativa sociale Etnos hanno avviato le procedure per il ricorso alla commissione tributaria.

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