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Caltanissetta. Slot machines “taroccate”, la prescrizione azzera 42 condanne per corruzione e frode informatica

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La prescrizione azzera quarantadue condanne per frode informatica slot machines “taroccate” emersa con il blitz “Les jeux sont faits”, operato dalla Squadra mobile nell’ottobre 2012 e la seconda sezione penale della Corte d’appello nissena (presidente Sebastiano Di Giacomo Barbagallo, consiglieri Salvatore Faro Faussone e Mariaconcetta Gennaro) ha anche confermato le assoluzioni per le accuse di mafia, ribandendo che non ci sarebbe stato alcun intervento di Cosa nostra per imporre il monopolio della famiglia Allegro nel settore.

In sostanza: gli episodi di frode informatica e corruzione sono comunque realtà per i giudici, ma essendo passato troppo tempo dai fatti non viene applicata alcuna pena. Resta in piedi solo un’accusa di tentata concussione a carico di Giuseppe Monterosso, componente della Guardia di finanza, a cui è stata confermata la pena di 2 anni e 8 mesi per concussione.

Assolti anche in appello dalle accuse di mafia i nisseni Salvatore Di Marca (difeso dall’avvocato Dino Milazzo), Marco Angotti (difeso dagli avvocati Dino Milazzo e Sergio Iacona) e Salvatore Allegro (difeso dagli avvocati Dino Milazzo e Massimiliano Bellini). Ad Angotti, ex dipendente degli Allegro, è stata ridotta la condanna a 3 anni e 6 mesi per tentata estorsione e prescritta quella per frode informatica. Il Comune di Caltanissetta, parte civile con l’avvocato Raffaele Palermo, dovrà pagare le spese in quanto aveva presentato appello per l’accusa di peculato caduta in primo grado, sulla quale l’accusa aveva invece ritirato il ricorso.

Prescritte le accuse di corruzione per l’ex maresciallo delle fiamme gialle Francesco Nardulli e per il poliziotto Agostino Sergio Longo e quelle di frode informatica per Salvatore Allegro, Luigi Allegro, Alfredo D’Anna Maria Grazia Amico, Biagio Mangiavillano, Matteo Lombardo,  Salvatore Fonti, Salvatore Frangiamore, Anna Iapichino, Vincenzo Lanzafame, Maria Catena Giuseppa Lipani, Aldo Vito Amico, Giancarlo Barberi, Salvatore Massimo Barberi, Santo Bassolino, Franco Bingo, Giuseppe Corbo, Francesco Paolo Cravotta, Giuseppe D’Anca, Pietra Di Marco, Alessandro Domenico Farruggia, Aldo Alessandro Foglietto, Giuseppe Amedeo Foglietto, Roberto Lo Bello, Luigi Lo Monaco, Maurizio Lo Piano, Luigi Lombardo, Alfonso Martorana, Vincenzo Felice Martorana, Giuseppe Monelli, Maria Paternò, Salvatore Arcangelo Romano, Fabio Massimiliano Saja e Michelangelo Vinciguerra, Salvatore Cataldi e Lirio Torregrossa (ad entrambi è stata confermata l’assoluzione per turnata libertà del commercio, come chiesto dall’avvocato difensore Sergio Iacona e Gianluca Amico). Confermata pure l’assoluzione del gelese Giuseppe Vinci (difeso dall’avvocato Flavio Sinatra), accusato di turbata libertà del commercio.

A comporre il collegio difensivo Salvatore Daniele, Massimiliano Bellini, Giuseppe Panepinto, Giuseppe Dacquì, Ruggero Mancino, Rosario Di Proietto, Giovanni Di Giovanni, Alberto Fiore, Dino Milazzo, Salvatore Amato, Sergio Iacona, Salvatore Amato, Antonio Impellizzeri, Cristina Alfieri, Gianluca Amico, Boris Pastorello, Walter Tesauro, Michele Ambra, Calogero Buscarino, Flavio Sinatra, Anna Sammartino e Salvatore Pirrello. (Vincenzo Pane, La Sicilia)

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