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Caltanissetta. Mafia ed estorsioni, quattro condanne e un’assoluzione al processo “Colpo di grazia”

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Quattro condannati e un assolto. Si è chiuso con questa decisione il processo per l’inchiesta antimafia “Colpo di grazia” per i cinque imputati che avevano scelto il rito abbreviato.

A vedersi confermare la condanna inflitta in primo grado l’imprenditore nisseno di 70 anni Nino Bracco – pena di 5 anni e 4 mesi – e il pentito Pietro Riggio: 1 anno e 2 mesi e 1.400 euro di multa. Pena rideterminata per l’altro collaboratore di giustizia, Salvatore Dario Di Francesco, 69 anni, al quale sono stati inflitti 9 mesi e 10 giorni rispetto ai 10 mesi del primo grado e 12 anni ad Antonio Giovanni Maranto, 54 anni, di Polizzi Generosa. A quest’ultimo è stata applicata una pena complessiva con l’applicazione della continuazione con altre due condanne inflittegli per fatti avvenuti nella zona di Palermo, visto che in primo grado aveva riportato una pena di 6 anni e 8 mesi.

Assoluzione con formula piena, invece, per il gelese Armando D’Arma: “non ha commesso il fatto” ha sentenziato la seconda sezione penale della Corte d’appello presieduta da Andreina Occhipinti, cancellando così la pena di 8 mesi decisa dal gup al termine del processo di primo grado.

La vicenda riguarda una serie di estorsioni – risalenti al periodo ’99-2004 – nei confronti di alcuni imprenditori che avevano vinto appalti per eseguire lavori a Caltanissetta e nel territorio della provincia; in alcuni casi non c’era soltanto la richiesta di pizzo con la percentuale sul valore del singolo affare, ma anche l’imposizione di ditte considerate vicine a Cosa nostra per i lavori in subappalto, per le forniture di inerti o per l’assunzione di persone gradite all’organizzazione.

Tra gli appalti finiti al centro dell’inchiesta i lavori per la realizzazione della via Paladini, per il rifacimento dell’impianto fognario del villaggio Santa Barbara, i lavori di manutenzione di alcun i tratti della provinciale 64 in zona “Serrafichera- stazione di Vallelunga”.

Il sostituto procuratore generale Antonino Patti aveva chiesto la conferma delle condanne e alle richieste dell’accusa si erano associati – sollecitando e ottenendo i risarcimenti dei danni – i legali delle parti civili, gli avvocati Renata Accardi, Alice D’Amico, Annalisa Petitto, Sonia Tramontana, Giuseppe Panepinto e Giovanni Panebianco, che assistono Ance, Confindustria, Irsap, ex Asi, l’associazione “Caponnetto”, gli imprenditori Luigi Bonifacio, Michelangelo Geraci e Fortunato Sciacca. Gli avvocati difensori Davide Anzalone, Antonio Gagliano, Rosanna Vella e Vania Giamporcaro hanno chiesto l’assoluzione e il minimo della pena (riguardo agli imputati non collaboranti).

 

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