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A Caltanissetta il primo congresso della Società italiana della riproduzione umana

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Con il saluto ai delegati da parte del sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, è iniziato venerdì 23 marzo a Caltanissetta il primo congresso siciliano della Siru, società italiana della riproduzione umana. Numerosi i professionisti e gli operatori della medicina e biologia della riproduzione presenti nell’aula magna del Consorzio Universitario che ospita i lavori del congresso nei giorni del 23 e 24 marzo.
Oltre a presentare il territorio di Caltanissetta, il sindaco ha partecipato alla prima sessione dei lavori del congresso relazionando sull’esperienza pilota della rete della fertilità a Caltanissetta.
“Tanti protagonisti attorno ad una responsabilità comune”. Così il primo cittadino, che in ambito professionale è un biologo della riproduzione, ha sintetizzato l’esperienza pilota di Caltanissetta che, in linea con il Piano nazionale per la fertilità, coinvolge diverse istituzioni, associazioni, ordini professionali e scuole. “Il piano – ha spiegato Ruvolo – risponde al problema della fertilità in Italia che va affrontato in modo sistematico”.
Il congresso regionale della Società Italiana di riproduzione umana di Caltanissetta è l’apripista di tutti gli altri congressi regionali della Siru che prendono spunto dalle più recenti novità in ambito scientifico e assistenziale che coinvolgono la procreazione mediamente assistita (Pma), recentemente inserita nei Livelli essenziali di Assistenza a carico del sistema sanitario.
Sette sessioni di lavoro nella due giorni nissena patrocinata dal Comune di Caltanissetta, Ordine dei Medici di Caltanissetta e Catania, Consorzio Università, Asp2, Regione Sicilia, Fondazione Omceo, Catania Medica, Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri, Associazione ginecologi territoriali, Società Italiana di Andrologia, Rete per la Fertilità Caltanissetta e l’associazione Hera Onlus. Tanti i relatori di altissimo livello, tra gli altri, Ettore Cittadini, Luigi Montano, Giuseppe Ettore, Luisa Barbaro, Antonino Guglielmino, Marina Baldi.
“C’è il problema di sostenere la natalità – ha detto il sindaco Ruvolo ai delegati – ma anche l’esigenza di ragionare di medicina della riproduzione per avvicinarla alla vita del cittadino per riportare la fertilità tra le problematiche sanitarie della nostra nazione”.
Un percorso che parte dall’informazione, prevenzione e diagnosi precoce delle patologie dell’apparato riproduttivo da affiancare ad un lavoro sociale con un piano d’informazione e didattica riproduttiva. “I giovani non hanno nessun tipo di informazione rispetto a questo ambito della salute umana – ha aggiunto Ruvolo -. Una disinformazione destinata poi a manifestarsi in età adulta”.
Nella sua relazione il sindaco ha evidenziato il ruolo del medico di base da cui la coppia parte per affrontare il problema nel più breve tempo possibile. Gli oncologi pediatrici chiamati a preservare la fertilità dei giovani pazienti che a causa della patologia neoplastica possono subire disfunzioni nella capacità riproduttiva, il ruolo degli ematologi. La denatalità è dovuta a fattori clinici ma anche sociali e su quest’ultimo aspetto, recentemente, il sindaco di Caltanissetta ha parlato con l’assessore regionale alla famiglia, Mariella Ippolito, che da presidente dell’Ordine dei Farmacisti è una delle fondatrici della Rete per la fertilità.
Molto apprezzata dai delegati e dai relatori l’accoglienza ricevuta nella città di Caltanissetta peraltro impreziosita da un dono floreale alle donne partecipanti al congresso da parte del Centro commerciale naturale Centro storico.

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